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lunedì 11 aprile 2011

risotto di bruscandoli


La ricerca dei bruscandoli, a ben pensare, è un piacere che quasi supera la pur squisita, successiva, consumazione.
Andar per la campagna, la più selvatica, costeggiando i fossi dove tra rovi e siepi nascono i bruscandoli, cercarli, scovarli mimetizzati tra altre piante selvatiche, ed infine raccoglierli rischiando i graffi di spine assassine ed erbe urticanti, da a questa raccolta un gusto speciale, di vittoria.
Si raccoglie della pianta solo la parte finale, la più tenera.
La preparazione del risotto poi segue il classico procedimento, con l'aggiunta di una speciale soddisfazione per aver ritrovato un piatto d'altri tempi. 


martedì 11 maggio 2010

a Chiara

Stasera ho fatto il risottino con i funghi, tanto fuori piove e sembra autunno.
La mia amica Chiara è una patita dei funghi, ogni settembre va in Austria una settimana proprio per raccogliere i porcini, si è comprata anche la macchina per essicarli.
Così lei va, raccoglie, pulisce, taglia a fettine i funghi, li essica, li mette in sacchettini sotto vuoto...e me ne regala puntualmente uno o due!
Inutile dirvi quanto son buoni.
Ne prendo un pò, non servono molti, perchè hanno un profumo e un gusto forte, li metto in ammollo con acqua tiepida per almeno mezzora, poi li faccio scaltrire con poco aglio, olio EVO.
Aggiungo il riso.
Intanto l'acqua che mi era servita per l'ammollo la filtro e mi serve per aggiungerla al riso un pò alla volta.
Mestolo dopo mestolo, mescolo sempre e il riso cuoce a fuoco moderato.
Spolverata di grana alla fine.

Mangiando il risotto penso a Chiara, al suo sorriso e al suo cuore grande, che non è solo regalarmi i funghi ...

lunedì 22 febbraio 2010

moscardini

Piccoli, piccoli.

piccoli
Moscardini freschi, direttamente dal mercato del pesce di Chioggia.

moscardini
Pulirli bene sotto l'acqua corrente, con una forbice eliminare gli occhi ed il becco.
Nel frattempo far bollire l'acqua in una pentola capace e metterne uno alla volta tenendoli per la pancia in modo che i tentacoli a contatto con l'acqua bollente si arriccino.
Una ventina di minuti e poi si spegne il fuoco e si lasciano nella loro acqua a continuar lentamente la cottura.
Si mangiano caldi, appena tolti dall'acqua, a scottadito, con sale, pepe, olio EVO e limone a piacere.

in piatto
Le pietanze semplici e genuine sono motivo di piacere, di momentanea ma profonda gioia, di soddisfazione.
Saranno gioie piccole, effimere magari, passeggere, lo so, ma nutrono e non solo in senso stretto; mi avvicinano, magari per il tempo breve di una cena, alla gioia di vivere.

giovedì 10 dicembre 2009

verze sofegae

Qualcuno dei miei fedeli amici forse si sarà accorto che in questo blog non si mangia più.
E' vero.
Ho vissuto un'amara delusione gastronomica e ho dovuto far passare un pò di tempo per metabolizzare questa sconfitta e riacquistare fiducia...
Tento di risalire la china con una ricetta facile facile ma particolarmente saporita.
Per iniziare traduco subito il termine "sòfegae" che sta per "soffocate" in quanto cotte a fuoco lento e con il coperchio. Interessante anche il il termine "sòfego", ma questa è un'altra storia.

Taglio la verza a listarelle sottili mentre nel frattempo soffriggo aglio e cipolla nell'olio EVO con la pancetta tagliata a dadini; aggiungo le verze e lascio cucinare a fuoco basso con il tegame coperto. Le verze si cucinano lentamente nella propria acqua. Se non sono ancora cotte aggiungere solo un pò di brodo vegetale.
Ogni tanto una mescolata e alla fine un assaggio per aggiustare di sale.
Molto gustose, con un buon piatto di carne e l'immancabile polenta.
Ah, dimenticavo, un buon bicchiere di vino rosso accompagna il tutto molto bene!


domenica 30 agosto 2009

insalata di riso

insalata di riso
Un pò di tempo fa feci un post nel quale difendevo a spada tratta la buona abitudine di cucinare con lentezza, schierandomi apertamente contro l'uso indiscriminato della cottura veloce, soprattutto per pietanze che richiedono una particolare attenzione, come i risotti, per l'appunto.
Oggi ritorno sull'argomento, sempre con il riso ingrediente principale, ma preparato in versione estiva.
In commercio c'è solo l'imbarazzo della scelta, confezioni pronte per insalata di riso di tutti i tipi, light, vegetariano, tradizionale, moderno ... ma tutti con la stessa caratteristica, veloci.
Cuoci il riso, aggiungi il contenuto di un vasetto, scatoletta di tonno, mescoli e via, nel giro di un quarto d'ora la tua insalata è pronta, ma scusate il termine, fa schifo!!!
Ha un gusto contraffatto, anche se ci aggiungi altri ingredienti per cercare di darle un pò di personalità, non è sufficiente, resta una scarsa insalata di riso.
Ecco allora la mia versione, semplicemente lenta!
Zucchine, carote, piselli, cipolla, altre verdure a piacere, perfetti i fagiolini già precedentemente lessati, una scatola grande di tonno al naturale, capperi sotto sale, riso.
Metto a cucinare in un tegame con olio EVO le zucchine e le carote tagliate a dadini, la cipolla affettata e i piselli. Intanto che il riso cuoce, aggiungo alle verdure anche i fagiolini gia lessati e tagliati a pezzetti e lascio rapprendere e insaporire bene.
A questo punto unisco il riso con le verdure, i capperi ben lavati e asciugati, il tonno sgocciolato, mescolo abbondatemente e lascio raffreddare. L'insalata di riso lenta è pronta. Credetemi, l'ora in più che ci è voluta per tagliare a pezzetti le verdure e cucinarle, è pienamente ripagata.
Cucinare, come tutto del resto, ha bisogno di cura, tempo, passione e amore!

buon appetito

sabato 18 luglio 2009

bigoi in salsa

bigoi
Ecco un piatto della cucina veneta, semplice e molto saporito che richiede, come per tutte le pietanze, una particolare attenzione e "amore" nella preparazione.
Affettare a finissime rondelle le cipolle, con 500 gr. di pasta almeno 3 belle cipolle bianche.
Metterle a cucinare con olio EVO mescolandole con un cucchiaio di legno, aggiungere mezzo bicchiere di vino bianco secco e le acciughe, una vasetto intero. Continuare a mescolare in modo che le cipolle prendano un colore più scuro del biondo, lo sò non è facile descrivere, direi quasi il colore dell'oro e le cipolle non devono appassire ma quasi "caramellare". La vera difficoltà è cogliere questo momento, nè prima nè dopo, ma quel momento lì!
A questo punto il gioco è fatto, nel frattempo i bigoi son cotti, una spruzzata di pepe macinato al momento e condire con molta cura.
Per un sapore più deciso al posto delle acciughe usare le sarde sotto sale, che bisogna diliscare e dissalare per bene.
A Venezia è usanza mangiare i bigoi in salsa alla vigilia della festa del Redentore, cioè stasera.
Io li ho mangiati a mezzogiorno...buoni lo stesso!

lunedì 22 giugno 2009

pasta e fagioli

fagioliMi piacciono i fagioli e in questa stagione li compro spesso, anche solo lessati e con la cipolla sono molto buoni.
Ma la pasta e fagioli è squisita.

destegolareOggi mi siedo fuori con i miei fagioli da destegolare e mi torna in mente il cortile di casa mia quando ero piccola, mia madre che sgranava i fagioli o i piselli raccolti nell'orto e io, con i cuginetti, ad aiutarla, meglio a giocare, erano tanti i fagioli che cadevano per terra che alla fine mia madre ci mandava a giocare altrove, sfinita. Era periodo già di vacanza e si stava fuori tutto il giorno e anche la sera, giochi, passeggiate, chiacchere, corse, missioni impossibili, vivevo in campagna e cose da scoprire e da esplorare ce n'erano moltissime. Stare seduti a sbacellare i fagioli ci piaceva ma per circa dieci minuti e poi come tutti i bambini, le gambe cominciavano a scalciare.
Ora invece questa attività mi rilassa, mi piace e mi distende.

fagioli
Una volta sgusciati i fagioli li metto in pentola coperti d'acqua con cipolla, carota e sedano tritati, un foglia di alloro, che poi mi ricordo di togliere e lascio cucinare per quasi un'ora.
Assaggio se i fagioli sono ben cotti e ne tolgo con la casseruola un bel piatto, nel frattempo passo al minipimer i rimanenti e aggiungo pancetta a dadini precedentemente cotta e pasta corta, a me piacciono i ditalini rigati, volendo son buoni anche con la pasta fresca a pezzi.
Rimetto in pentola anche i fagioli interi e lascio cucinare la pasta al dente.
Aggiungo l'olio EVO, metto nei piatti ma prima di mettersi a tavola apettiamo 10 minuti, la zuppa si solidifica un pò e il gusto ne guadagna...

pasta e fagioli

domenica 7 giugno 2009

nervetti

La ricetta originaria prevede la cottura per almeno tre ore dei piedini di vitello in modo che i tendini diventino teneri.
A parte il fatto che l'idea non mi attira, ma soprattutto le tre ore di bollito sono incompatibili con i tempi a volte strettissimi che dedico alla cottura dei cibi; sta di fatto che ultimamente ho trovato dal macellaio una buona soluzione.
Compro i nervetti già precotti, sono delle liste di cartilagine, li lavo, li metto in acqua salata e li lascio bollire 10 minuti, aggiungo un filo di olio nell'acqua perche non si attacchino.
A me piacciono cotti bene, che appiccichino al tatto.
Li lascio raffreddare, li taglio a dadini, aggiungo abbondante cippollotto tagliato a fettine sottili, sale, pepe, olio EVO, chi gradisce aceto bianco.
Tempo di preparazione 30 minuti, tempo di metterli in tavola e son già andati...

nervetti con cipolla

martedì 12 maggio 2009

spaghetti con le vongole

Più precisamente vongole di laguna, più piccole delle vongole veraci, in dialetto caparossoi.

So già che i "puristi", specialmente veneziani, non gradiranno la mia versione, ma non mi reputo tale, non sono cuoca di professione ed infine a me piacciono così... eh eh.

Mettere le vongole a "spurgare" in acqua fredda e sale almeno 6 o 7 ore in modo che tutta la sabbia e le impurità fuoriescano.

spurgare
Preparare il sugo con aglio olio peperoncino e ... pomodoro.
E questo è il punto, la ricetta non prevede l'uso del pomodoro, ma rigorosamente in bianco ed ammetto che così si senta di più il profumo del mare, ma con il pomodoro diventa decisamente più gustosa.

sughettoUna volta spurgate le vongole metterle sul fuoco in un altro tegame e farle aprire tutte.

saltare
Metterne da parte circa metà intere e alle altre togliere il guscio.
Aggiungere tutte le vongole al sugo e aggingere anche il brodo di cottura delle vongole accuratamente filtrato, lasciando insaporire per pochi minuti.
A questo punto il gioco è fatto, aggiungere gli spaghetti al dente e mescolare con cura...

mangiareChe altro, ah si, sporcarsi mani e bocca e mangiare con gusto!!!

giovedì 26 marzo 2009

zuppa di spezzati

Se per caso non si fosse capito, a me piace la buona cucina, sono una discreta forchetta e mi diverto a cucinare...quasi sempre.
Nella vita però ci sono dei periodi in cui trascuri alcune passioni, per pigrizia, per stanchezza, per distrazione o semplicemente perchè ...vuoi dimagrire.
Ultimamente non mi sono applicata molto all'arte culinaria, perchè se cucino le cose buone che mi piacciono non posso star lì a guardarle o tanto peggio guardare gli altri che se le mangiano e magari io me ne sto con un piattino di riso in bianco davanti ...no...proprio no!
Allora tutti a dieta.
Oggi però ho fatto un piatto semplice semplice ma molto buono che ha anche il pregio di saziarti senza chiedere il bis!
Ho messo a mollo mezzo chilo di piselli secchi spezzati per almeno un'ora.

spezzatiIn una pentola ho fatto soffriggere una piccola cipolla e una carota sottilmente affettate, ho aggiunto gli spezzati e un rametto di rosmarino che ricorderò di togliere a cottura ultimata, coprendo il tutto con abbondante acqua .
Bisogna fare attenzione alla schiuma che nella fase dell'ebollizione si formerà tendendo ad uscire dalla pentola, basta abbassare la fiamma in modo che dopo un po' di tempo la schiuma sparisca da sola.
Ho lasciato cucinare circa un'ora, gli spezzati devono essere molto teneri da poterli schiacciare con il mestolo.

in pentolaVolendo si potrebbe passare al minipimer, l'effetto sarà proprio di crema, ma a me piace sentire un pò di ruvido, nel senso di trovare anche qualche pezzetto di spezzato...

zuppa
Nel piatto un goccio di olio extra vergine, pepe nero macinato al momento, crostini di pane, volendo una spolverata di formaggio grana, ed è fatta!

zuppa con crostini

giovedì 12 febbraio 2009

risotto

E' successo, con mio dispiacere, ma ho sentito con le mie orecchie questa affermazione che ha dell'incredibile...
- "io il risotto lo faccio nel fornetto a microonde e viene benissimo!!!"
Ok, ognuno fa quel che vuole, già da anni una mia collega mi dice che fa il risotto con la pentola a pressione...e va bene... non è la prima, anche se già allora inorridii, ma addirittura col microonde, signori questo mi sembra troppo!
Fare il risotto è una cerimonia, un rito, una pratica quasi mistica...
(ok, esagero), ma a mio avviso, per fare un BUON risotto ci vuole tempo, passione e alcune buone regole da seguire.
Vi propongo l'ultimo che ho fatto l'altra sera.

Avevo del bel radicchio trevigiano, pulito e lavato, tagliato a pezzetti, messo in pentola con uno scalogno tagliato sottile, olio e sale.

radicchio trevigiano

Nel frattempo in un altro pentolino preparo il brodo di verdura.
Quando il radicchio è cotto aggiungo il riso, ultimamente uso il Superfino Carnaroli, con un mestolo di legno mescolo bene in modo che tutto il condimento si amalgami e lo faccio tostare per 2 minuti, subito dopo aggiungo un mestolo di brodo vegetale bollente, e così con pazienza e delicatezza, mestolo dopo mestolo, aggiunto solo dopo che il precedente è stato assorbito, arrivo alla giusta cottura.

mescolando mescolando

Spengo il fuoco e passo alla mantecatura, burro o olio di oliva extra vergine e formaggio grana.
Lascio riposare 2 - 3 minuti e poi sul piatto bello fumante e cremoso...

E' prontoo!
Capite bene che un risotto così non può essere fatto di corsa, facendo altro e senza dedicargli il tempo e l'attenzione necessari.

Siamo sempre di fretta e vogliamo far mille cose e le facciamo male... invece sempre più mi accorgo di quanto importante sia fare poco ma fatto bene, con passione, con dedizione.
Il nostro tempo è prezioso e va rispettato e non usato per appagare la nostra ingordigia.

giovedì 8 gennaio 2009

schie fritte

Quando trovi qualcuno dal cuore gentile, generoso, che ti regala qualcosa di prezioso... allora quella persona è una persona speciale!
Tale si è dimostrato Mirco, uomo semplice ma dal cuore grande.
Cosa mai mi avrà donato, direte voi, per meritare tanta stima?
Bè, non vorrei sembrare troppo venale, ma Mirco mi ha regalato, niente popòdimeno che... un sacchetto pieno di SCHIE (eh eh eh).
Si sono terribilmente venale, lo ammetto, ma le schie, signori, sono meravigliose e se una volta te le tiravano quasi dietro perchè considerato pesce povero, adesso in pescheria sono inavvicinabili.
Le schie, per chiarire, sono i gamberetti grigi di laguna che poco hanno a che fare con i classici gamberetti, sia come dimensione (sono molto più piccoli), che come colore (rimangono grigi anche dopo la cottura), che come sapore (sono molto più buoni e non puzzano di ammoniaca).
Bisogna armarsi di pazienza per lavarle molto bene, sotto il getto dell'acqua corrente.

schie
Ci sono due scuole di pensiero, chi sostiene che le schie sono buone fritte al naturale, cioè senza infarinatura, chi invece ritiene indispensabile una buona ed energica infarinatura.
Io stavolta ho optato per la prima tesi.
Bene asciugate e buttate nell'olio abbondante e caldo (uso l'extra vergine anche per friggere). Fritte per pochi minuti e adagiate su carta per assorbire l'unto in eccesso, sale e a tavola belle calde.

schie frite
Ah, dimenticavo, non poteva mancare la polentina, con le schie ho fatto la polenta "vera" cioè quella che devi mescolare per 40 minuti... non continuamente, ma quasi, è stata dura... ma ne è valsa la pena.

polentinapolenta giallasi mangia
Io dico, ma perchè le cose buone finiscono così presto???

domenica 7 dicembre 2008

minestra di porri


Oggi mi sono messa a fare un pò di ordine ... nel blog.
Sistema di quà, metti una tag nuova di là, così, come quando in casa sistemi un pò di casino e saltano fuori cose che ti eri dimenticata di avere, poi ti perdi dietro a quelle con il risultato che il casino è raddoppiato, ecco dicevo, oggi ho trovato un post vecchio e rileggendone i commenti ho trovato una ricetta di un amico che stasera ho rielaborato... o meglio stravolto!

Curo 4 porri, togliendo la parte verde e li taglio a pezzetti, li metto a cucinare in un litro di brodo vegetale, aggiungo una patata e un piccolo pomodoro rosso spellato e privato dei semi, il tutto tagliato a pezzetti. Sale e olio extra vergine d'oliva. Quasi a fine cottura aggiungo la pasta, in questo caso i risoni vanno benissimo. Bella grattugiata di grana. Buon primo piatto. A proposito, adoro i primi!!!


sabato 4 ottobre 2008

fegato alla veneziana

Oggi ho deciso di fare questo piatto e mi dispiace per i vegetariani che non potranno apprezzarlo, ma una volta ogni tanto vi assicuro che meriterebbe....
500 grammi di fegato di vitello, più morbido, 2 belle cipolle bionde, ma oggi a casa avevo solo quelle rosse, buone uguali, ma dal punto di vista cromatico si confondono con il colore del fegato (come si suol dire anche l'occhio vuole la sua parte).
Taglio le cipolle sottili, le metto a cucinare con olio sale e pepe, aggiungo un pò d'acqua e le lascio appassire, devono diventare quasi tasparenti, tempo di cottura 10 minuti.


In questi 10 minuti preparo il fegato, lo taglio a striscioline, levando eventuali pellicine e nervature.


Unisco quindi il fegato alle cipolle, aggiungo un cucchiaio di aceto di vino e ancora un pò d'olio extra vergine di oliva, aggiusto di sale e pepe. Cucino 5 minuti a fiamma viva, mescolando. Non lasciare cucinare di più perchè altrimenti il fegato diventa duro e amaro.
Servire subito ben caldo, la sua morte con la polentina.
Come vedete però stasera niente polenta, la mia dispensa ne era sprovvista... vada per il pane scaldato sulla piastra.


Ah dimenticavo, in dialetto veneto fegato si dice figà.

venerdì 12 settembre 2008

pane

Mi piace cucinare, ma solo quando ho voglia, non peso mai nulla, vado sempre ad occhio, un piatto non mi riesce mai uguale e sopratutto se aspetto ospiti faccio cilecca in cucina... avvertiti quelli che verranno a mangiare da me, non avvisatemi prima...
Amo il pane, ne mangerei tanto ma sono costretta per ovvi motivi a limitarmi ma ogni tanto non resisto ed allora VIA con il pane fatto in casa e finchè non lo finisco non sto bene...
E' buonissimo!!!
Ho comprato un paio d'anni fà la macchina per fare il pane con il buon proposito di farlo sempre, risparmiando e usando solo ingredienti genuini. Le mie colleghe lo fanno sempre, anche io lo farò sempre ho detto!!! In verità lo faccio poco perchè di carattere sono incostante.

Però c'è anche un vantaggio, facendolo poco quando lo faccio mi piace ancora di più.
Mi piace miscelare farine diverse perchè ho la mania di comprarne ogni volta una nuova, integrale, di farro, di riso, ecc.ecc..
Oggi a casa avevo farina di grano tenero TIPO O (da agricoltura biologica ? ), integrale (?), di grano duro, ne prendo in tutto 500 grammi in dosi quasi uguali, un cucchiaio olio extra vergine di oliva, 1 cucchiaino di sale e 1 di zucchero, un bel bicchiere pieno di acqua tiepida e mezzo panetto di lievito di birra


metto tutti questi ingredienti nel cestello della macchina e la faccio partire
ed ora potrei lasciarla là a lavorare, impastare, impastare, riposare, ma non ci riesco...
resto lì ipnotizzata a guardare la farina che cambia forma, prende forma, si anima, si muove,
sembra viva e gira gira gira....


poi quando finisce di impastare, allora mi sveglio....

Ora deve cuocere e non c'è più nulla da vedere, ritorno fra due ore, quando suona la campanella.

Bene è cotto, il pane è pronto e anche se sono le undici di sera una bella fetta ancora calda me la mangio



sabato 23 agosto 2008

Peperoni

Ieri uscendo di casa, sulla porta trovo una borsa con dentro questi bei peperoni verdi, sembrano appena colti, hanno un buon profumo.
Chi mai mi avrà fatto questo bel regalo?
Ed ecco che dalla porta di fronte esce la mia dirimpettaia, la guardo e vedo che sorride "Maria, ma sei stata tu?" e lei "Si, se ti fanno piacere, la mia consuocera ha l'orto e mi manda un sacco di verdura"
E cosi oggi, peperoni...

Li curo bene togliendo i semi e le costine bianche all'interno.
Li taglio a pezzetti e li metto a cucinare in un tegame bello largo, aggiungo uno spicco d'aglio tagliato sottilissimo, olio e sale, cucino a fuoco vicace all'inizio aggiungendo al bisogno un pò d'acqua, poi quando cominciano ad appassire abbasso la fiamma e cucino lentamente mescolando con cura.
Verso fine cottura, mi vien voglia di aggiungere qualcosina di sfizioso e tò, in frigo ho le olive nere e guarda un pò anche i capperi sotto sale. Allora aggiungo una bella manciata di olive e prendo un pò di capperi, li lavo, li asciugo bene e via anche loro nella padella.
Continuo a mescolare e quando i peperoni sono quasi cremosi, sono pronti.
Gusto forte per chi ama i gusti forti...



Ah, a proposito, sentitamente ringrazio la consuocera di Maria.

venerdì 11 luglio 2008

Sardee in saor

Questa mattina sono andata al mercato del pesce, ho preso le sarde, belle fresche e allora ho pensato: queste le faccio in saor.

Togliere la testa, le interiora e le squame alle sarde, lavarle e lasciarle sgocciolare. Poi infarinarle e friggerle in olio d'oliva. Rigirarle delicatamente e in pochi minuti sono cotte, metterle ad asciugare su carta assorbente e salarle.

Tagliare tre belle cipolle bianche a fette, salarle e farle appassire in olio e un bicchiere di vino bianco. Poco prima di toglierle dal fuoco aggiungere tre cucchiai di aceto. Devono essere ben cotte ma morbide, non fritte, quasi trasparenti. Lasciare un po di sugo di cottura.

A questo punto su una terrina disporre uno strato di sarde alternandolo ad uno strato di cipolle con il loro fondo di cottura.

Ecco come si presentano


La ricetta originale vorrebbe anche l'aggiunta di uva sultanina e pinoli, ma a me non piacciono.

Ora però non si possono mangiare, queste sono buone come minimo fra tre giorni, conservate al fresco.
Vi aspetto la prossima settimana, per l'assaggio, se qualcuno non se le sbaffa prima....

mercoledì 18 giugno 2008

melanzane alla parmigiana

Questa ricetta è un pò più leggera dell'originale, le melanzane infatti non sono fritte ma alla griglia (considerando il fatto che i valori del colesterolo sono un pò altini), ma il risultato è comunque molto gustoso.

Affettiamo le melanzane almeno un'oretta prima di grigliarle e mettiamo il sale su ogni fetta lasciando buttar fuori il loro liquido.



Grigliamo le melanzane e prepariamo gli altri ingredienti: la mozzarella tagliata e fettine, il parmigiano grattugiato, il sugo di pomodoro con l'aglio, volendo aggiungiamo anche il prosciutto.



A questo punto si uniscono tutti gli ingredienti a strati. Si comincia con il pomodoro e si termina con una bella dose di parmigiano reggiano grattugiato.

A me piace molto anche l'effetto cromatico di questo piatto.

Così si presenta prima della cottura in forno:



Così dopo una ventina di minuti in forno a 180 gradi.



Un consiglio: se le preparate stasera, sono molto più buone domani a mezzogiorno.


sabato 17 maggio 2008

Risi e Bisi

Allora, sedetevi comodi, oggi preparo un bel risottino.

Prendiamo i piselli, facciamo attenzione alla buccia, deve essere verde smagliante e liscia, i piselli saranno teneri e dolci, altrimenti si corre il rischio che siano avari, così si dice da noi, cioè duri e amari. Poi mettiamoci lì tranquilli a sgusciarli, è uno di quei lavori della terra che rilassano.


Mettiamoli a cucinare con un trito di cipolla, olio extra vergine d'oliva, pepe e sale.

Nel frattempo prepariamo il brodo vegetale, carote, cipolla, sedano.

Quando i piselli sono cotti ma non troppo, versiamo il riso, io uso il Carnaroli e aggiungiamo un mestolo di brodo alla volta, non smettendo mai, ma proprio mai, di mescolare.


Il risotto un pò alla volta prende forma, mestolo dopo mestolo, mescola mescola, eccolo morbido e vellutato. Attenzione alla giusta cottura del riso, non troppo cotto, sarebbe un disastro.

Spegniamo il fuoco e mantechiamo con una noce d burro e formaggio grana.


E' pronto, buon appetito!