Visualizzazione post con etichetta percorsi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta percorsi. Mostra tutti i post

mercoledì 13 maggio 2015

Tornando dal lavoro, affamata e stanca, può succedere



La stessa corrente di vita
che mi scorre giù per le vene,
notte e giorno galoppa nel mondo
e volteggia con ritmo e misura.

E' la stessa vita che germoglia
gioiosa attraverso la terra
nei fili infiniti dell'erba
e prorompe in onde di foglie e di fiori.

E' la stessa vita che si culla
nell'oceano di nascita e morte,
nel flusso e riflusso del mare.

Sento le mie membra farsi belle
al tocco di questo mondo pieno di vita.
E' l'orgoglio mi viene dal palpito
delle molte età che mi danzano dentro
contemporaneamente nel sangue.
                                         
                                   Rabindranath Tagore, Gitanjali, Canti di offerta


sabato 24 novembre 2012

Venezia

Non si può spiegare o insegnare ad amare Venezia, non sarebbe onesto.

Venezia è difficile, è problematica, è fragile.
Venezia è caos di turisti, è folla molesta.
Venezia è vecchia, cadente, puzzolente, afosa e umida.

Questa è Venezia di chi passa veloce, 
segue le indicazioni e si ferma ai negozi
di vetri falsi e maschere scadenti.

Non c'è in quella Venezia la voce dei mercati, 
il passo veloce tra le calli, le svolte improvvise
e i ponti nascosti, i sottoporteghi, le corti, 
i campi e i bacari antichi.

Non c'è malinconia.

Non c'è quel tramonto specchiato nei 
vetri riflessi dei palazzi sul Canal Grande.

Non c'è il freddo scuro della notte
che raccoglie il suo segreto.


lunedì 19 settembre 2011

consapevolezza

nella vita
ho fatto 
errori sbagliati


domenica 1 maggio 2011

primo maggio

“La prima schiavitù é
la frontiera. Chi dice
frontiera dice fasciatura.
Cancellate la frontiera,
levate il doganiere
togliete il soldato, in altre
parole siate liberi.
La pace seguirà.”


Victor Hugo

lunedì 1 novembre 2010

18

10 giorni
Piccola nel mondo ti affacciavi,
occhi aperti a raccogliere
e le mani a cercare.

Sorrisi, smorfie e suoni
al cuore arrivavano i tuoi
messaggi preziosi.

I colori, le musiche e i balli
ogni giorno una festa dedicata a te,
piccola, che crescevi.

Se ben ricordo, lontano mi sembrava
questo giorno, nemmeno ci pensavo,
ti seguivo adagio, passando il tempo.

Oggi raccolgo ricordi e
stappo per te
bollicine di gioia

6 mesi

domenica 20 giugno 2010

ancora viaggio

Mi affacciavo da poco e una delle prime cose che mi piaceva riportare era questa:

Mi piace ancora di più, ora.


sabato 16 gennaio 2010

notturna


Passeggiare per la città infreddolita e bagnata, calata nel silenzio della notte e cercar nelle luci i riflessi sui selciati.

Ad ogni giro che ti porta la strada spalancar gli occhi d'incanto per il ritrovato stupore.

mercoledì 21 ottobre 2009

fuochi

San Marco che brucia
Piazza San Marco, giugno 2009

sei lì che passeggi, nella notte serena,
che guardi e ascolti scivolar via le impressioni,
sei nel mezzo della piazza
e un senso di estraneità
ti allontana, ti getta altrove

raccogli i sensi per ritornare presente,
per percepire il momento
e non lasciarlo bruciare,

ritrovi così il centro perduto

venerdì 11 settembre 2009

premi

Non uno, dico non uno, ma bensì tre premi, tre amici che mi fanno regalo della loro stima.
Il mio ego gongola.
Dovrei sottostare a delle regole però per meritarli...ed ecco che qui casca l'asino!
Sono allergica da sempre alle regole o più umilmente sono una gran pigra e perciò mi costerebbe troppa fatica pensare a dieci cose da raccontare di me.
Poi mi chiedo se può interessare a qualcuno che sono bassetta di statura, ma che ho avuto sempre amiche ancor più basse tanto da sentirmi di statura "normale".
Che ho i capelli ribelli e antipatici, perchè quando non ho un cavolo da fare mi stanno a posto, quel giorno che vorrei presentarmi bene sono impresentabili.
Che ho fatto mille corsi perchè sono curiosa e mi piace imparare molte cose, ma poi mi frega l'incostanza, ho frequentato corsi di taiciuan, di taglioecucito, di cantocorale, di scritturacreativa e tanti altri, ma a parte l'entusiasmo che mi contraddistingue all'inizio di ogni nuova impresa, poi tutti sono finiti nel dimenticatoio. Adesso ho in programma un corso di cucinacinese, ho trovato la pubblicità nel cestino della mia bici e siccome penso che nulla sia per caso so già che per un pò a casa si mangerà riso alla cantonese e involtini primavera...
A chi può mai interessare che ho paura di prendere l'aereo, che ho un sogno che ogni tanto mi torna a frullare per la testa, fare un viaggio lungo, come per esempio andare a Roma, ma a piedi, camminare per spostarsi e metterci tutto il tempo che serve, anche un anno.
Sono tutte cose che non interessano e infatti non le dirò, di me qualcosa c'è nel blog, basterà quello?
Ringrazio Carlo, Costanza e Super per la fiducia!

domenica 30 agosto 2009

insalata di riso

insalata di riso
Un pò di tempo fa feci un post nel quale difendevo a spada tratta la buona abitudine di cucinare con lentezza, schierandomi apertamente contro l'uso indiscriminato della cottura veloce, soprattutto per pietanze che richiedono una particolare attenzione, come i risotti, per l'appunto.
Oggi ritorno sull'argomento, sempre con il riso ingrediente principale, ma preparato in versione estiva.
In commercio c'è solo l'imbarazzo della scelta, confezioni pronte per insalata di riso di tutti i tipi, light, vegetariano, tradizionale, moderno ... ma tutti con la stessa caratteristica, veloci.
Cuoci il riso, aggiungi il contenuto di un vasetto, scatoletta di tonno, mescoli e via, nel giro di un quarto d'ora la tua insalata è pronta, ma scusate il termine, fa schifo!!!
Ha un gusto contraffatto, anche se ci aggiungi altri ingredienti per cercare di darle un pò di personalità, non è sufficiente, resta una scarsa insalata di riso.
Ecco allora la mia versione, semplicemente lenta!
Zucchine, carote, piselli, cipolla, altre verdure a piacere, perfetti i fagiolini già precedentemente lessati, una scatola grande di tonno al naturale, capperi sotto sale, riso.
Metto a cucinare in un tegame con olio EVO le zucchine e le carote tagliate a dadini, la cipolla affettata e i piselli. Intanto che il riso cuoce, aggiungo alle verdure anche i fagiolini gia lessati e tagliati a pezzetti e lascio rapprendere e insaporire bene.
A questo punto unisco il riso con le verdure, i capperi ben lavati e asciugati, il tonno sgocciolato, mescolo abbondatemente e lascio raffreddare. L'insalata di riso lenta è pronta. Credetemi, l'ora in più che ci è voluta per tagliare a pezzetti le verdure e cucinarle, è pienamente ripagata.
Cucinare, come tutto del resto, ha bisogno di cura, tempo, passione e amore!

buon appetito

domenica 23 agosto 2009

Montagna maestra

San Vito di CadoreLa montagna incanta con i suoi spazi, l'imponenza delle sue vette e sentirsi piccoli piccoli fa cambiare le prospettive e le aspettative.
Non sono più al centro di tutto, i miei problemi, le mie insoddisfazioni, le mie stupide pretese.
Di fronte ad una montagna imponente che vorresti, anche se poco, avvicinare, senti che è la natura padrona, che devi essere umile e sincera e non puoi più dire ho ragione io, è così che funziona, no, devi ascoltare in silenzio, fare un passo alla volta sempre come fosse il più importante, guardare tutto intorno a te, anche la più piccola foglia, perchè niente è per caso e la superficialità è un'idiozia.
Voglio portare questo a casa e ricordarlo quando sentirò il bisogno di autentico sentire.

gruppo del Sorapis

sabato 8 agosto 2009

Dolomiti

dolomiti
Confini che si dilatano,
con fatica arrivare e solo allora distendersi,
sopra al mondo sentire l'aria e lo spazio
liberi...

mercoledì 3 giugno 2009

fuori


















Profumo intenso di gelsomino
mezzaluna in cielo sfumata e
un gatto rosso malconcio e solitario,

l'autobus parte pigro e vuoto
mentre tornano arrossati e stanchi
gli amici dalla giornata al sole.

Seguo le ombre delle case
le luci accese ed i lampioni,
seguo le nuvole scure.

La notte è arrivata anche per oggi.

martedì 19 maggio 2009

alla fermata

Finalmente con il bel tempo ho ricominicato ad andare al lavoro in bicicletta.
L'aria alla mattina è bella fresca e per la strada incrocio sempre le stesse persone, ormai ci si conosce, anzi tra un pò sicuramente ci saluteremo, lo so per esperienza. Sprovvista come sono sempre stata di orologio, da dove le incontro capisco se sono poco o tanto in ritardo...
Quel tragitto lo faccio da parecchi anni, lo conosco bene, so dove stare attenta alle improvvise imboscate di auto, bici, ragazzini scatenati, adolescenti noncuranti, mamme assonnate e terribili SUV.
Passo anche davanti ad un ufficio postale e riconosco dalle persone già in coda se è giorno di riscossione o meno.
Poi supero la scuola elementare del quartiere, un girotondo di colori, la scuola più multietnica che conosca.
Attraverso infine il parco che ora esplode di tutte le tonalità del verde, di profumi e di richiami di merli.
Incontro anche quei soliti poveri cani costretti a portare fuori gli umani al guinzaglio.
Ma ciò nonostante non mi ero mai accorta di questo cartello.

piedibus
Macchia gialla tra la siepe fa capolino.
Ho guardato bene, ma non ho visto gli orari in vigore.

mercoledì 29 aprile 2009

nuotando


Che freddo, nessuna voglia di scendere in acqua.
Mi concentro e raccolgo tutto il coraggio, un respiro profondo e splash.
Otto vasche a piacere, veloce, mi devo riscaldare.
Alla seconda vasca ho già scalato una marcia e raccolgo un pò di fiato.
Arrivo alla quarta vasca e al confronto degli altri compagni di corsia che sfrecciano via, io vado tranquilla con andatura da crociera.
Cerco di non intralciarli, aspetto di partire sempre per ultima, anche perchè cosi non vengo raggiunta a tradimento alle spalle, rischiando ogni volta di annegare.
La piscina ha il tetto tutto a vista, vetrate che si affacciano sul parco, in mezzo al verde.
E così, inevitabilemte, lo stile a dorso è il mio preferito, scivolo nell'acqua, placida, lo sguardo al cielo, con le orecchie sotto acqua i rumori sono attutiti, i pensieri nuotano tanquilli... ahi, che capocciata, sono arrivata ai blocchi senza accorgermene!
Riparto, sperando che nessuno se ne sia accorto.

martedì 21 aprile 2009

In analisi?

Se ci penso, alcune cose che faccio sono proprio strane, strane strane.
E non dico strane per dire squilibrate o paranoiche.
No, sono solo strane.
Questa credo sia una delle più strane.
Se posso, non lavo i piatti. E fin qui niente di strano, direte, quanta gente non ama lavare i piatti, lo detesta proprio. Sono gusti.
Ma io se posso, volevo dire, non lavo i piatti quando sono pochi. A me piace lavare i piatti quando sono tanti, quando le pile di piatti sono almeno due o tre, pentole di tutte le dimensioni, bicchieri e posate per una squadra di calcio e un senso incredibile di disordine.
Questo vuol dire lavare i piatti.
Mi metto al lavandino e uno a uno i piatti lavati, i bicchieri e le posate scintillanti, le pentole sporche e unte tornare come nuove mi rincuorano, vedo un pò alla volta dal caos più assoluto tornare la calma, dal buio la luce, dalla confusione la quiete.
E proprio mentre lavo i piatti, medito.
Tanto che un giorno ho espresso a delle amiche il desiderio di fare la lavapiatti, perchè lavare i piatti mi rilassa e mi fa capire il senso della vita.
Loro però non mi hanno capita, hanno strabuzzato gli occhi e mi hanno detto "Sei strana, ma non pensavamo così strana!"

martedì 14 aprile 2009

domani

Todi, agosto 2008
Dalla finestra guardo fuori, il mondo incorniciato, il mondo separato.
Preferisco osservare da dentro, l'esterno.
Lo scruto, lo ascolto, seguo impercettibili movimenti e rumori, mi soffermo nei minuti particolari, ed aspetto paziente l'evolversi degli eventi...

Ah, cosa darei per aver la giusta calma, il tempo e la pacata pazienza per esser così.
No, non è vero, non ci riesco mai, quasi mai.
Mi espongo, mi faccio riconoscere, mi butto in avanti e capocciate ne prendo parecchie.
Ma ancora non so frenare l'istintivo bisogno di agire.
Ancora non ho imparato a controllare l'impulso irrazionale e pensare due volte prima di dire.
Ogni volta credo di aver capito e ho capito davvero, lo studio e l'esperienza e un pò di ragionevolezza e un dovuto distacco e magari un sano cinismo, mi aiuteranno, domani, ad appoggiarmi alla finestra...

sabato 4 aprile 2009

dedicato

Si può vivere
a ritmo ridotto
si può mettere
la marcia più bassa
sprecare poco carburante
non andare
contro la
forza di gravità.

Si può
sedersi ed aspettare.

Ma la vita reclama,
pretende,
esige...tiranna e
salvifica.

martedì 31 marzo 2009

gita

Domenica mattina, sveglia presto.
La giornata si preannuncia bella, il cielo limpido e l'aria tiepida.
Lui si è svegliato per primo, come sempre, oggi mette la camicia bianca, con quel buon profumo di sapone.
Lei ancora a letto, sente il marito che prepara il caffè, assapora quel momento di lento risveglio e pensa alla giornata che sta per iniziare, un attimo ancora e poi comincia ad accendere la casa.
Sveglia, sveglia, su dal letto, preparatevi, tra un pò arrivano.
Tutto si fa rumore, voci, richiami, passi veloci.
Una leggera euforia percorre la casa.
Gli ultimi giorni non passavano più, l'attesa era grande, specialmente per i ragazzi.
In poco tempo tutti pronti, pettinati e allegri.
Lei mette nelle capienti borse il pranzo al sacco che aveva preparato, lui fa uscire la gatta, vai a cacciare i topi, pelandrona, chiude gli scuri e tutti fuori ad aspettare.
Ecco, nel silenzio della campagna ancora assonnata, si sente l'auto che arriva.
Bella, nera e lucida.
Sorrisi e saluti, amichevoli parole e via via, che la strada è lunga.


si parteLa gita sarà bellissima

sabato 21 marzo 2009

sabato mattina

Ogni tre sabati tocca a me. Mi spiego.
Al lavoro si fanno i turni di sabato e cioè praticamente una volta al mese, quindi non posso lamentarmi.
Ma quando arriva quel sabato, come oggi, vorrei sprofondare.
Già mi sveglio con la luna di traverso, tanto stavo bene a letto, ovvio che poi la giornata faccia fatica ad ingranare.
Stamattina, per esempio, non ingranava proprio.
La macchinetta del caffè non voleva saperne di farmi un caffè decente, sputacchiava acqua sporca.
Dopo alcune imprecazioni, pacche energiche e tentativi di manutenzione, ha pensato bene di farmi un caffè ristrettissimo e amaro anche con tre cucchiaini di zucchero.

Mi avvio, la strada è deserta, poco movimento in giro alle 8 del sabato mattina, tutte le persiane delle case ancora chiuse, la gente riposa, pochi assonnati automobilisti. In fondo all'orizzonte una vista meravigliosa, il contorno delle montagne innevate, il vento freddo ha spazzato ogni nube e il cielo è limpidissimo... che poesia!
Ma l'estasi dura ben poco.. in lontananza i lampeggianti della polizia... ingorgo... incidente.
All'incrocio c'è un'auto accartocciata, spiaccicata addosso ad un lampione.
Non deve star molto bene il conducente.
Magari stava guardando le montagne all'orizzonte e pensava beh, non è poi così male il sabato mattina...
Arrivo al lavoro e penso che per prima cosa devo bere subito un altro caffè, ma buono stavolta!