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lunedì 7 febbraio 2011

lunedì 19 luglio 2010

limoni


Con il colore del sole, con tutto il suo calore... lo stesso che vorrei far arrivare a chi in questo momento fa fatica.

Al Toso, con affetto

sabato 28 novembre 2009

venerdi pomeriggio


Corrucciata e delusa, scendo le scale con l'unico pensiero di tornarmene presto a casa, fare una doccia per togliere l'amarezza e poi gettarmi di traverso sul letto, pancia in giù, nella mia posizione preferita per non dormire ma ... riposare.
Quando sono così penso che nulla mi possa far passare il malumore se non lasciare che passi da solo, come smaltire una brutta sbornia.
Ma per fortuna a volte mi sbaglio.
Sto uscendo e incrocio alcune persone che entrano, il mio sguardo assente non le riconosce ma subito una di loro mi chiama per nome. Sorpresa ma pure scocciata la guardo meglio, riconosco un'amica che non vedevo da un pò. Un abbraccio e dopo il primo saluto e lo sforzo per esser cordiale mi accorgo che lei ricambia invece con grande entusiasmo e gioia di vedermi. Mi rendo conto subito che non riesce a parlare spedita, che il suo sguardo è un pò fisso, che i suoi movimenti son lenti. Capisco che qualcosa di molto spiacevole le è successo e per una sorta di pudore cerco di essere il più spontanea possibile e mi si stringe il cuore. Lei mi abbraccia quasi come una bambina, io la stringo forte e la faccio sorridere, io che un attimo prima avrei incenerito qualsiasi persona mi capitasse di fronte, io che mi sento una fallita, mi ritrovo a dar coraggio e sorriso a chi me lo sta chiedendo. Ci dobbiamo salutare, un abbraccio ancor più forte e una strana fuggevole commozione ci prende, io l'ho vista nei suoi occhi e forse lei nei miei.

domenica 15 novembre 2009

cupidigia

Se penso a ciò che nelle persone non riesco proprio a sopportare, scartando la stupidità che a volte riesco persino a reggere, la cosa che non tollero più è l'ingordigia.
Quel volere tutto, quel desiderare tutto e di più, calpestando amicizie e valori, spacciando per furbizia la capacità di saper far valere il proprio interesse anche se per far ciò si sacrifica il proprio vicino.
Lo so, sembrano discorsi da adolescenti, ma preferisco ritenermi ancora tale se l'essere "adulto" vuol dire esser così meschino e avido.

E' un piccolo sfogo e non me ne vogliate...


lunedì 13 luglio 2009

appiglio

ricordi
Quante volte corri veloce per strada e nemmeno uno sguardo alle persone che incroci, così concentrata su te stessa, sui tuoi piccoli litigi, sulle vane incomprensioni, sulle parole mal spese, sugli sguardi sprecati e non vedi l'umanità sofferente che ti passa accanto, che cerca un sorriso solamente, magari un cenno del capo.
Curvo e con passo incerto procede lentamente con il peso di anni vissuti e legami perduti.
Dignitoso nel vestire, la sua giacca enorme rivela un fisico spento e ricorda l'uomo forte che era.
Nel suo sguardo c'è un velo, sembra che gli occhi aspettino il pianto, ma si aggrappa alla vita con cocciutaggine tenendo stretta al petto quella borsa di cuoio preziosa, come se fosse l'unica cosa che conta, ancora.

sabato 27 giugno 2009

tuoni e fulmini

Già sabato mattina uno vorrebbe dormire fin quando ha voglia, già uno spera almeno di tirar su l'umore con la luce chiara del sole, già!
Invece con le scatole irrimediabilmente rotte si alza presto e il buon uomore non sa cosa sia con l'aggravante di uscire sotto un diluvio universale, trovare il garage già allagato, bagnarsi completamente, arrivare incazzato al lavoro e stramaledire il governo fino all'infinito passato.

venerdì 1 maggio 2009

vedrai com'è bello



M'hanno detto a quindici anni
di studiare elettrotecnica
è un diploma sicuro,
d'avvenire tranquillo,

con quel pezzo di carta
non avrai mai problemi,
non avrai mai padroni,
avrai sempre il tuo lavoro.

Vedrai com'è bello
lavorare con piacere
in una fabbrica di sogno
tutta luce e libertà!

M'hanno detto a quindici anni
fai la specializzazione,
è importante, nella fabbrica
farai il lavoro che ti piace.

lo l'ho fatta, ed a vent'anni
poi mi sono diplomato
e ad un corso aziendale
m'hanno pur perfezionato

Vedrai com'è bello...

Tutto quello che hai studiato
dentro qui non serve a niente,
non importa un accidente
cosa poi tu voglia fare

il diritto più importante
è catena di montaggio,
modi e tempi di lavoro
ogni giorno, ogni ora.

Qui dentro non c'è tempo,
non c'è spazio per la gente,
qui si marcia con le macchine
e non si parla di libertà.

La tua libertà
resta fuori dai cancelli,
la puoi ritrovare
fra le mura di casa.

Vedrai com'è bello...

Gualtiero Bertelli (1967)


martedì 14 aprile 2009

domani

Todi, agosto 2008
Dalla finestra guardo fuori, il mondo incorniciato, il mondo separato.
Preferisco osservare da dentro, l'esterno.
Lo scruto, lo ascolto, seguo impercettibili movimenti e rumori, mi soffermo nei minuti particolari, ed aspetto paziente l'evolversi degli eventi...

Ah, cosa darei per aver la giusta calma, il tempo e la pacata pazienza per esser così.
No, non è vero, non ci riesco mai, quasi mai.
Mi espongo, mi faccio riconoscere, mi butto in avanti e capocciate ne prendo parecchie.
Ma ancora non so frenare l'istintivo bisogno di agire.
Ancora non ho imparato a controllare l'impulso irrazionale e pensare due volte prima di dire.
Ogni volta credo di aver capito e ho capito davvero, lo studio e l'esperienza e un pò di ragionevolezza e un dovuto distacco e magari un sano cinismo, mi aiuteranno, domani, ad appoggiarmi alla finestra...

sabato 4 aprile 2009

dedicato

Si può vivere
a ritmo ridotto
si può mettere
la marcia più bassa
sprecare poco carburante
non andare
contro la
forza di gravità.

Si può
sedersi ed aspettare.

Ma la vita reclama,
pretende,
esige...tiranna e
salvifica.

sabato 21 marzo 2009

sabato mattina

Ogni tre sabati tocca a me. Mi spiego.
Al lavoro si fanno i turni di sabato e cioè praticamente una volta al mese, quindi non posso lamentarmi.
Ma quando arriva quel sabato, come oggi, vorrei sprofondare.
Già mi sveglio con la luna di traverso, tanto stavo bene a letto, ovvio che poi la giornata faccia fatica ad ingranare.
Stamattina, per esempio, non ingranava proprio.
La macchinetta del caffè non voleva saperne di farmi un caffè decente, sputacchiava acqua sporca.
Dopo alcune imprecazioni, pacche energiche e tentativi di manutenzione, ha pensato bene di farmi un caffè ristrettissimo e amaro anche con tre cucchiaini di zucchero.

Mi avvio, la strada è deserta, poco movimento in giro alle 8 del sabato mattina, tutte le persiane delle case ancora chiuse, la gente riposa, pochi assonnati automobilisti. In fondo all'orizzonte una vista meravigliosa, il contorno delle montagne innevate, il vento freddo ha spazzato ogni nube e il cielo è limpidissimo... che poesia!
Ma l'estasi dura ben poco.. in lontananza i lampeggianti della polizia... ingorgo... incidente.
All'incrocio c'è un'auto accartocciata, spiaccicata addosso ad un lampione.
Non deve star molto bene il conducente.
Magari stava guardando le montagne all'orizzonte e pensava beh, non è poi così male il sabato mattina...
Arrivo al lavoro e penso che per prima cosa devo bere subito un altro caffè, ma buono stavolta!

mercoledì 18 marzo 2009

chiropratico

Dopo tutti questi stiramenti, almeno divento un pò più lunga?
Le posso promettere, al massimo, 2 o 3 millimetri in più.
Va bene, mi accontento!

domenica 15 marzo 2009

decisione

Oggi è un giorno importante, ho preso una decisione che potrà cambiare la mia vita.
Sono decisioni difficili da prendere, comportano una profonda analisi e sono frutto di un grande turbamento interiore.
Arrivo a questa decisione dopo un periodo di ripensamenti, di dubbi e indecisioni.
Molte altre volte mi sentivo pronta ma poi il timore delle conseguenze mi ha sempre bloccato.
Ora invece ho deciso.


Da domani sera sono a dieta.



I più attenti tra voi avranno notato che però domani mezzogiorno non prevedo di essere già a dieta.
Sinceramente non mi sento di rinunciare al mio panino caldo preferito: porchetta, verdurine grigliate, formaggio e un pò di senape!
Magari mi faccio anche una birretta fresca....

martedì 10 marzo 2009

dallo specchietto

Mattina in auto, normale difficoltà a carburare, normale traffico e normale incolonnamento al semaforo.
C'è una perversa legge superiore che stabilisce la durata infinitesimale del verde, riescono a passare tre o quattro auto a seconda della velocità dell'autista.
Considerando le auto che ho davanti, so già che mi aspettano almeno 10 minuti da far passare nel miglior dei modi. Spesso non faccio neanche in tempo a far questi pensieri perchè mi appisolo e si sa che dormendo il tempo passa veloce; in caso contrario il mio passatempo preferito è ...spiare.
Da buona e incallita curiosa mi apposto, inforco gli occhiali e sistemo con cura lo specchietto retrovisore. Ecco l'ignaro guidatore, non sa che lo sto osservando e ne spio i movimenti, le espressioni ed eventuali gestacci.
Mi piace immaginare da pochi dettagli l'intera sua vita, chi è cosa fa, se è felice?
Stamattina dietro a me c'era una giovane donna al volante e inseme a lei nel sedilie posteriore una bimba di pochi anni.
La donna con l'occhio fisso e lo sguardo stanco, capelli spettinati, si capisce che si è alzata da poco e probabilmente ritorna subito a casa. Mi sembra annoiata, come un pò spenta, magari è il sonno arretrato o una piccola insoddisfazione.
La bambina seduta dietro, con la sua bella faccina tonda e capelli ben pettinati con le trecce, si sporge in avanti sul sedile e chiede qualcosa alla mamma, lei risponde con un monosillabo e la bimba torna a sedersi sul sedile posteriore, faccina delusa e sguardo fuori dal finestrino.
Entrambi mute e perse nei loro loro piccoli grandi sogni.
Il mio verde intanto è arrivato e distolgo lo sguardo, strombazzo a quel rimbambito davanti che sta dormendo e veloce riparto!

venerdì 27 febbraio 2009

tre per due

Le code alle casse del supermercato sono un mio incubo inconfessato, le temo fisicamente e proprio perchè cerco di evitarle ne sono puntualmente vittima.
Anche ieri ho avuto l'ennesima conferma.
Pomeriggio tranquillo all'iper "di fiducia", casse che vedo già in lontananza abbastanza scorrevoli, in fase di avvicinamento rapida ed esperta valutazione della cassa più veloce e repentina decisione di affrontare la numero 3.
C'è un cliente che sta imbustando, dietro a lui solo una anziana signora con il cestino mezzo vuoto.
Sono convinta di aver fatto la scelta giusta e anzi mossa da inconsueta gentilezza aiuto la signora a impilare il cestino.
Il conto della donna è per l'esattezza di 16 euro e 39 centesimi ed ecco che estrae il portafoglio.
Da quel preciso momento sento che il mio ottimismo si è già tramutato in inizale fastidio.
Prima tira fuori due banconote da cinque euro. E fanno dieci. Poi, nell'ordine: due pezzi da dieci centesimi. E fanno dieci e venti. Poi ancora, due monetone da due euro. E fanno quattordici e venti. Poi due monetine da cinque cent e una da un centesimo. Quattordici e trentuno. Poi, nell'ordine, una moneta da cinquanta cent, un euro, un altro cinquanta cent. E fanno sedici e trentuno. Ancora otto cent. E' fatta, ho pensato.
Di centesimi ne contiamo in coro (la vegliarda, la cassiera e la sottoscritta) due e due che fa quattro. Più uno. Più uno. Totale: 16,37.
- Niente, cara. Non ci arrivo con gli spicci.
Il che farebbe anche tenerezza, se non fosse che, con una nonchalance da fare invidia, a quel punto caccia dal portafogli, come fosse la cosa più naturale, uno di quei foglietti che vanno sotto il nome di Banconote da Venti Euro...

A parte l'adorabile anzianotta, che in cuor mio ho perdonato, uscendo mi son detta: questi luoghi della modernità, dove il consumismo e l'approvvigionamento collettivo sono momenti di vita massificata, riescono in realtà a imbarbarirti e a metterti in contatto con la tua parte bestiale più nascosta ... e a fare di te una potenziale killer di "innocue" vecchiette...


giovedì 22 gennaio 2009

Pomeriggio normale trascorso ...

Pomeriggio normale trascorso al supermercato a far spese, di una persona normale, fino a poche ore fa, convinta di esser normale...

Entro al super stranamente ben disposta a tuffarmi nella solita giungla di prodotti, nella solita bolgia di carrelli, di persone sconosciute, di bambini che frignano. Dopo tre minuti la buona disposizione è già diventata indisposizione.
Ho in testa tutto quello che mi serve, tanto la lista che come al solito compilo l'ho dimenticata a casa, quindi decisa e veloce riempio il mio carrello volando alla cassa... cassa modello "con coda".
Sono al momento topico, estraggo la mia carta di pagamento e ... ualà, è scaduta.
Panico!... Racimolo i contanti giusti giusti e con la mente completamente annebbiata, quatta quatta me ne vado.
Dritta di fronte a me c'è LA PORTA DI SICUREZZA con un enorme divieto appiccicato sopra, ma che appunto la mia mente annebbiata non vede ed esco di getto facendo urlare tutte le sirene del mondo.
Il mio desiderio è di sparire all'istante, diventare invisibile... ma i due energumeni che mi si avvicinano non la pensano così. Mille scuse, ero sopra pensiero e me ne vado veloce ... ma le sirene accompagnano la mia uscita impietosamente!
Vado veloce alla macchina pensando che mi chiuderò in casa per una settimana per smaltire sta figuraccia, ma quando sono in strada, ancora pericolosamente sopra pensiero, imbocco un rischioso senso unico. Salva per un pelo arrivo a casa dopo un tranquillo pomeriggio... di paura!

domenica 18 gennaio 2009

sasso


per lungo tempo,
passi il tuo tempo
lasciando passar il tempo...

poi i momenti sono più presenti
gli istanti più importanti
l'attimo ha un senso

cambia allora la percezione
non è più attesa ma la vita
non è più dolore ma la vita

prendi quel sasso e lo guardi... a lungo



lunedì 22 dicembre 2008

offline


Bel pomeriggio, ieri a Venezia.

Non faceva neanche freddo e il cielo era limpido.

Ci vado poco ma è proprio un peccato perché non smette mai di incantarmi.


Da casa mia prendo il bus che in 15 minuti mi porta a Piazzale Roma…

insomma voglio dire, la mia è solo pigrizia.






Quindi ringrazio Infostrada che non mi da il collegamento ad Internet ormai da 5 giorni e perciò in questo periodo sono sempre in giro.

Grazie Infostrada che non mi sa dare neanche una data presumibile per il ripristino della linea e quindi ogni giorno è una fervida attesa…

Grazie, veramente grazie, perché è Natale e siamo tutti più buoni e comprensivi e quindi non stramaledirò Infostrada .....

solamente una volta ma all’infinito!


lunedì 1 dicembre 2008

Dimenticato


"Un 54enne, disoccupato e separato, è stato trovato morto nel suo appartamento di Crema (Cremona). L'uomo era deceduto per cause naturali più di un anno fa"

Mi rattrista pensare alla solitudine...
Mi fa male sentire l'indifferenza...
Quello che mi addolora di più è l'incomunicabilità, la separazione tra le persone...

(mi accorgo di iniziare la settimana con grande ottimismo, sig!)

sabato 25 ottobre 2008

ipotesi?

Riporto questo stralcio di un discorso di Piero Calamandrei del 1950(!!!!) segnalato dall' amico Ertnas in quanto lo trovo preoccupantemente attuale...

"Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico"

Piero Calamandrei - discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l'11 febbraio 1950

giovedì 9 ottobre 2008

speranza

Hope is a strange invention -
A Patent of the Heart -
In unremitting action
Yet never wearing out -
Of this electric adjunct
Not anything is known
But it's unique momentum
Embellish all we own -

La speranza è una strana invenzione
Un Brevetto del Cuore -
In incessante azione
Eppure mai consumata -
Di questa elettrica appendice
Non si conosce nulla
Se non che un suo unico momento
Abbellisce tutto ciò che abbiamo -

Emily Dickinson (1877)